La fine di agosto si avvicina, gli amici sono tutti tornati a casa, le cene per rivedersi si susseguono, foto di luoghi più o meno lontani, racconti, ultime sere passate fuori con una birra in mano a prendersi ancora un pò di fresco empolese.
Ripensando alla mia estate la vedo un pò zoppicante. Forse perchè mi sono sempre sentita un pò in vacanza anche se ho studiato fino a metà luglio.
Ho visto posti nuovi, dall'Appennino della strage di Monte Sole del '44 a Belgrado e la Croazia, e ne sono rimasta sempre un pò affascinata, sono tornata con la voglia di ripartire anche se non sempre sono stati giorni facili.
Mi sono resa conto che ogni luogo in cui sono passata mi ha dato alcune risposte e mi ha lasciato anche molte domande, per una volta Sarajevo su tutte.
Ogni volta che ci torno è come se fosse la prima volta, si scoprono posti nuovi, si parla con chi vive la città, si guarda la sua evoluzione, beviamo kafa e mangiamo cevapi e sembra di aver fatto sempre quello da una vita... un amico ha scritto che noi riusciamo a vederla diversa perchè la si guarda con occhi privilegiati.. cosa quanto mai vera, perchè non mi sento mai una turista ogni volta che entro in città... e allora mi viene in mente una citazione di Italo Calvino ne Le città invisibili: "Di una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda".
In questi anni Sarajevo mi ha dato molte risposte e mi ha lasciato sempre con qualcosa d'incompiuto in mano... stavolta è stato faticoso andar via, anche se facendo un bilancio ho fatto una fuga da quella città, forse perchè le risposte che mi ha lanciato mi hanno fatto più paura di altre volte...
In realtà queste risposte non le sto trovando neanche qui, e forse in questo momento mi manca la tranquillità per pensare, avrei bisogno di camminare in un campo di girasoli o stare sotto un albero in collina..
Con gli amici empolesi invece è tempo di cambiamenti, epoche che si stanno lentamente chiudendo o modificando e mai come ora sento il peso di crescere...
Ripensando alla mia estate la vedo un pò zoppicante. Forse perchè mi sono sempre sentita un pò in vacanza anche se ho studiato fino a metà luglio.
Ho visto posti nuovi, dall'Appennino della strage di Monte Sole del '44 a Belgrado e la Croazia, e ne sono rimasta sempre un pò affascinata, sono tornata con la voglia di ripartire anche se non sempre sono stati giorni facili.
Mi sono resa conto che ogni luogo in cui sono passata mi ha dato alcune risposte e mi ha lasciato anche molte domande, per una volta Sarajevo su tutte.
Ogni volta che ci torno è come se fosse la prima volta, si scoprono posti nuovi, si parla con chi vive la città, si guarda la sua evoluzione, beviamo kafa e mangiamo cevapi e sembra di aver fatto sempre quello da una vita... un amico ha scritto che noi riusciamo a vederla diversa perchè la si guarda con occhi privilegiati.. cosa quanto mai vera, perchè non mi sento mai una turista ogni volta che entro in città... e allora mi viene in mente una citazione di Italo Calvino ne Le città invisibili: "Di una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda".
In questi anni Sarajevo mi ha dato molte risposte e mi ha lasciato sempre con qualcosa d'incompiuto in mano... stavolta è stato faticoso andar via, anche se facendo un bilancio ho fatto una fuga da quella città, forse perchè le risposte che mi ha lanciato mi hanno fatto più paura di altre volte...
In realtà queste risposte non le sto trovando neanche qui, e forse in questo momento mi manca la tranquillità per pensare, avrei bisogno di camminare in un campo di girasoli o stare sotto un albero in collina..
Con gli amici empolesi invece è tempo di cambiamenti, epoche che si stanno lentamente chiudendo o modificando e mai come ora sento il peso di crescere...
Quando "fatti una famiglia",
non voglio crescere mai!!
"Devi avere un conto in banca",
non voglio crescere mai!!
- Bobo Rondelli -